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Mappa Il Naturalismo francese e il Verismo italiano

In questa mappa si mettono a confronto il Naturalismo francese, il cui massimo esponente fu Émile Zola, ed il Verismo italiano, rappresentato soprattutto da Giovanni Verga, per evidenziare i loro punti di contatto e le loro differenze.

Confronto tra Naturalismo e Verismo
Mappa su Naturalismo e Verismo

riassunto

Nella seconda metà del 1800, in Europa si è diffuso un grande interesse per la scienza, che influenza anche la letteratura. Intorno al 1870, nasce infatti in Francia il NATURALISMO.

La corrente del Naturalismo ha le sue radici nelle idee del filosofo positivista Hippolyte TAINE. Egli sosteneva che le azioni di una persona sono determinate da 3 fattori: dalla sua origine biologica, dall’ambiente e dal momento storico in cui nasce e vive.

Gli scrittori della corrente naturalista si pongono come obiettivo di

  • analizzare la realtà contemporanea
  • descrivere in modo particolare le tremende condizioni di vita delle classi povere
  • sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’attualità
  • allo scopo di favorire il progresso economico e sociale

Nella pittura della seconda metà dell’800, queste idee sono condivise dal movimento del REALISMO.

Il maggior esponente del movimento del Naturalismo francese è ÉMILE ZOLA (1840-1902). Zola ritiene che lo scrittore, nella stesura dei suoi romanzi, debba applicare il metodo scientifico-sperimentale. Descrive quindi con cura e precisione i suoi personaggi, il loro carattere e la loro storia passata e presente.

Zola pensa a una serie di 20 romanzi, il ciclo dei Rougon-Macquart, che scrive e pubblica tra il 1871 e il 1893, con lo scopo di analizzare e descrivere tutte le classi della società francese, ed in particolare quelle più povere, come gli operai delle fabbriche ed i minatori.

naturalismo francese e verismo italiano a confronto

Il Verismo italiano nasce dalla diffusione in Europa delle idee del Naturalismo francese. Il principale teorico del Verismo fu LUIGI CAPUANA, ma lo scrittore più famoso e rappresentativo fu Giovanni Verga. Da ricordare anche Grazia Deledda, Matilde Serao e Federico de Roberto.

Il Verismo italiano si pone in continuità con il Naturalismo francese per la sua intenzione di rappresentare la realtà nella maniera più reale possibile, descrivendola nel romanzo con la tecnica dell’impersonalità, nella quale l’autore non interviene e il lettore è posto di fronte alla realtà come uno spettatore, un testimone dei fatti.

A differenza del Naturalismo, però, le classi povere delle quali vengono descritte le terribili condizioni di vita, sono soprattutto pastori, contadini, minatori e pescatori del Sud Italia, che non conosce l’industrializzazione ed è la parte più arretrata del Paese. La differenza più grande è però la visione cupa e pessimista della vita e della realtà, al contrario della visione piena di fiducia nel progresso degli uomini e della società civile che caratterizza il Naturalismo francese.

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