Publio Virgilio Marone, massimo autore dell’epica latina del suo tempo, scrive il grande poema dell’Eneide su incarico di Ottaviano Augusto, il princeps senatus. Nel suo poema celebra la gloria e la potenza di Roma, i suoi valori religiosi e civili e suggerisce un’origine divina della gens Julia.

riassunto
Publio Virgilio Marone vive nel I sec a.C: nasce ad Andes, un villaggio vicino a Mantova, il 15 ottobre dell’anno 70 a.C. in una famiglia di piccoli proprietari terrieri benestanti. Compie i suoi studi di grammatica e retorica a Cremona e poi a Milano. A circa vent’anni, intorno al 50 a.C., si reca a Roma a completare i suoi studi per diventare avvocato, ma preferisce studiare la filosofia e la poesia.
E’ il periodo delle guerre civili: a seguito della sconfitta dei cesaricidi, sconfitti nella battaglia di Filippi nel 42 a.C., i suoi possedimenti vengono confiscati (forse solo temporaneamente) a favore dei soldati veterani.
A Roma e a Napoli, Virgilio inizia a scrivere le BUCOLICHE e, grazie al successo che ottiene, entra a far parte del Circolo di Mecenate, amico di Ottaviano Augusto e sostenitore della sua politica culturale e di propaganda a favore del principato.
Scrive le GEORGICHE : dopo averne ascoltato la lettura, nel 29 a.C., Ottaviano gli commissiona la stesura di un poema epico, l’Iliade, per celebrare la gloria di Roma e la gens Julia.
Virgilio lavora all’ENEIDE per 10 anni, dal 29 alla sua morte, procedendo molto lentamente: sembra che prima scrivesse in prosa, poi volgesse il testo in poesia, ed infine lo revisionasse. Di ritorno da un viaggio in Grecia ed in Asia, per visitare i luoghi di cui ha parlato, muore a Brindisi il 21 settembre del 19 a.C.
le opere
L’APPENDIX VERGILIANA è una raccolta di opere attribuite al periodo giovanile di Virgilio, ma vi sono molti dubbi sulla loro autenticità.
Le BUCOLICHE, composte tra il 42 ed il 39 a.C. a Roma e Napoli, sono formate da 10 componimenti, detti EGLOGHE, di ambientazione pastorale: i dialoghi tra i pastori riflettono anche le difficoltà politiche e personali di quegli anni, tra cui la confisca dei suoi possedimenti a Mantova.
Le GEORGICHE, composte a Napoli tra il 37 ed il 30 a.C., sono invece un poema didascalico (= che insegna, che istruisce) sul lavoro nei campi, l’apicoltura e l’allevamento. Virgilio le dedica a Mecenate.. Ancor prima di ricevere l’incarico da Ottaviano, in questa opera Virgilio esalta già la pietas, i valori ed il senso del dovere della tradizione romana.
L’ENEIDE viene commissionata a Virgilio da Ottaviano Augusto nel 29 a.C. , ed egli vi lavora per 10 anni, fino alla sua morte. L’opera ha lo scopo di celebrare la potenza di Roma ed il buon governo di Ottaviano, del quale suggerisce l’origine divina: Virgilio infatti lo fa discendere da Julo, figlio di Enea, a sua volta figlio del mortale Anchise e della dea Venere. Virgilio lavora lentamente e seguendo l’ispirazione del momento. E’ divisa in 12 libri, i primi 6 dei quali narrano il viaggio di Enea e si ispirano dunque all’Odissea. Gli altri 6 narrano invece l’arrivo nel Lazio e le guerre combattute da Enea. Dal momento che l’opera è incompleta, prima di morire chiede agli amici di bruciarla, ma Ottaviano interviene e la fa pubblicare comunque.
materiali
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